skip to Main Content
info@alicetraduzioni.com

Traduttore freelance: diventa inarrestabile con il ciclo OODA

Ciclo OODA per il traduttore freelance
Il ciclo OODA

Tra una traduzione e l’altra, in questi giorni ho seguito un corso che rientra nel programma di formazione continua a cui, in quanto giornalista, devo conformarmi ogni anno. Mi sono così imbattuta in un concetto che ancora non avevo approfondito, ovvero il ciclo, o “loop”, OODA.

Ne avete mai sentito parlare?

È un’espressione che si usa in ambito militare e che è stata coniata da John Boyd, colonnello dell’aeronautica statunitense. L’acronimo OODA sta per “Observe, Orient, Decide and Act”, ovvero “Osserva, orientati, decidi e agisci”.

Non è altro che un ciclo decisionale che, se eseguito con velocità e correttezza da un pilota impegnato in un combattimento aereo, dovrebbe fornire a quest’ultimo un grande vantaggio rispetto all’avversario in una situazione che, per sua natura, potrebbe costare la vita.

Lo devo dire: non amo gli scenari di guerra.

Ho trovato però molto interessante l’applicazione per analogia di questa teoria ad ambiti molto differenti, tra cui quello della sicurezza delle reti informatiche e, per l’appunto, del giornalismo.

Indovinate a cosa ho subito pensato io? Esatto.

Alla traduzione.

Il ciclo OODA per il traduttore freelance

Il ciclo OODA, infatti, può avere valenza anche in un contesto di mercato come quello della traduzione.

In quest’ottica, il traduttore opera come un qualsiasi altro operatore commerciale, potendo pertanto decidere di applicare in modo consapevole e attivo le stesse fasi del processo OODA per ottenere un vantaggio rispetto a eventuali concorrenti che magari scelgono di reagire soltanto a quanto accade.

Ecco dunque spiegato come funziona.

O come Osservazione

Nella fase di Osservazione, il traduttore freelance deve assorbire quante più informazioni possibili sul suo mercato di riferimento nel complesso.

Dovrà quindi raccogliere dati, di qualsiasi natura, circa il segmento di mercato che gli interessa: potenziali clienti, servizi di traduzione in concorrenza diretta, meccanismi di scambio già in atto, ecc.

In soldoni: ricerca, ricerca, ricerca.

È ciò che si sostiene anche nel marketing: più conosci il tuo mercato e il tuo cliente, più precise potranno essere le decisioni e le relative azioni che andrai rispettivamente a prendere e intraprendere.

La chiave, per il traduttore freelance, è poter disporre in questo modo di una vasta panoramica delle tendenze e dei cambiamenti in atto, nonché degli “spazi di manovra” a sua disposizione.

O come Orientamento

Nella fase di Orientamento il traduttore freelance deve integrare le informazioni già raccolte a tutte quelle che lo riguardano personalmente.

Esperienze pregresse, attitudini, valori, competenze trasversali e chi più ne ha, più ne metta.

Se ci pensate bene, questa è la fase più creativa e innovativa, perché tutti abbiamo modo di osservare le stesse cose, ma alcuni elaborano e adattano le informazioni in maniera differente in base al proprio vissuto e al proprio modo di pensare.

Il risultato della fase di Orientamento è il punto di partenza per individuare la propria strada e capire come muoversi.

Insomma, per orientarsi e soprattutto ri-orientarsi sulla base di errori di valutazione commessi in precedenza, e proseguire di conseguenza.

D come Decisione

A questo punto il traduttore freelance dovrebbe avere le idee piuttosto chiare e tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni consapevoli.

In un’azienda magari questa fase potrebbe essere più complessa, perché diverse teste devono ragionare insieme e trovare una soluzione che vada bene a tutti. Molte riunioni, molta organizzazione, a volte anche molte chiacchiere…

Il traduttore freelance su questo piano dovrebbe essere avvantaggiato.

Questa fase diventa ancora più efficace se il traduttore freelance definisce degli indicatori chiave di prestazione (i cosiddetti “KPI”, Key Performance Indicator) che siano chiari e misurabili, sulla base dei quali creare un confronto.

A come Azione

Arrivati a questo punto, l’azione è la parte più semplice. Il traduttore freelance si è fatto un’idea chiara della situazione, ha fugato i dubbi, ha preso una direzione e può agire.

I risultati derivanti da queste azioni diventano informazioni preziose, perciò si ri-osserva ciò che accade, ci si ri-orienta, si prendono eventuali decisioni nuove e si mettono in pratica le relative azioni.

Insomma, il ciclo OODA può ricominciare.

Sarò felicissima di leggere un tuo parere, lasciami un commento!

🔥 Se desideri ricevere aggiornamenti sui post che scrivo, clicca qui

This Post Has 2 Comments
  1. Buongiorno Alice, molto interessante questo articolo sul ciclo OODA, che non conoscevo e molto interessante l’applicazione alla traduzione che proponi. Grazie e buona giornata! Elizabeth

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ciao! Vuoi ricevere aggiornamenti sui post che scrivo?

Prometto di non intasarti la casella di posta!

Back To Top