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Le 5 soft skill che ogni traduttore dovrebbe affinare


Secondo i dati raccolti da LinkedIn sulla base degli annunci di lavoro pubblicati sulla piattaforma, risultano esserci cinque soft skill, o competenze trasversali, più comunemente richieste nel mondo del lavoro.

Si afferma inoltre che nell’ambito della ricerca dei candidati ideali sia spesso dato più peso a tali competenze che alle effettive esperienze maturate.

L’idea alla base è che una mansione la si può imparare col tempo (naturalmente con i dovuti distinguo), pertanto ciò che è più importante valutare nell’ambito della ricerca del candidato ideale è la sua predisposizione personale.

La predisposizione è infatti un aspetto più difficile da trasmettere, perché attiene a una sfera molto intima; si può certamente modificare col tempo, se si desidera, ma con un tipo di impegno più profondo.

Quali sono queste competenze trasversali più richieste?

Scorrendo il brevissimo elenco stilato da LinkedIn, mi sono resa conto che sono proprio quelle che deve affinare anche un qualsiasi traduttore.

Non mi credete? Giudicate voi stessi:

1. Capacità di gestire il tempo

Un traduttore è un giocoliere delle scadenze. Cammina sul filo sottile dei minuti che passano e si misura costantemente con il rapporto tra parole tradotte e quelle ancora da tradurre prima della fatidica consegna. E mette sempre in conto gli imprevisti…

2. Adattabilità

Un traduttore, molto prosaicamente, deve saper rispettare le richieste del cliente e declinarle rispetto al contesto traduttivo, alla tipologia testuale, ai destinatari del testo, nonché alle relative necessità linguistiche… Ma deve anche prestare attenzione a ciò che accade nel mercato di riferimento e dedicare parte del suo tempo a formarsi, aggiornarsi, interessarsi.

3. Spirito di collaborazione

Un traduttore si trova spesso a lavorare da solo di fronte al proprio computer, ma vi è sempre una fitta rete di colleghi su cui può fare affidamento e a cui, parimenti, può prestare le proprie competenze, nell’ottica di un vicendevole vantaggio. È fondamentale allora sapersi porre sempre in maniera professionale. In caso contrario, come si suol dire: “Chi semina vento, raccoglie tempesta”.

4. Persuasione

Il lavoro di un traduttore è quello di prestare un servizio linguistico professionale. Non è un venditore in senso stretto ma, come qualsiasi altro fornitore, offre e vende i propri servizi sul mercato. Ecco dunque dove entra in gioco la persuasione, ovvero la capacità di conquistare l’attenzione del cliente e di ispirare fiducia.

5. Creatività

In misura variabile a seconda dei propri settori di competenza, un traduttore è per molti versi un creativo e un gran pensatore. Non è autore dei testi che traduce, ma vi presta la sua voce, e per fare questo deve ricorrere alla propria inventiva e incanalarla entro i limiti imposti dal testo originale. Di questo deve infatti saper restituire il ritmo, il tono, il pensiero, senza scordare una miriade di altri piccoli dettagli, come per esempio la presenza di una rima o di un gioco di parole.

In conclusione

Alla luce di quanto detto, un traduttore potrebbe essere il candidato ideale per molte posizioni lavorative ancora vacanti. È quasi un peccato che tradurre sia già un lavoro di per sé (benché talvolta si abbia l’impressione che non tutti ne siano a conoscenza).

Che ne pensi?

Sarò felicissima di leggere un tuo parere a riguardo, lasciami un commento!

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